Glenn Brown. Piaceri Sconosciuti

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Museo Stefano Bardini

By Katherine Reaume (Istituto Lorenzo de’ Medici)

The Museo Stefano Bardini welcomes the artist Glenn Brown into its display within the museum from the 10th of June to the 23rd of October. As a first time visitor, it may seem a bit jarring to suddenly see a work that is contemporary among the ancient, yet the display of Glenn Brown’s work is done in a non-obtrusive way. Artworks are found throughout the museum, including multiple paintings, drawings, and sculptures, which are displayed amongst the collection of antiquities collected by Stefano Bardini.

Recognized internationally as a seller of antiquities at the end of the 19th century, Bardini left his art gallery along with his collections of various Renaissance designed art pieces to the City of Florence. This museum houses his collections in a similar format as they were once displayed during Bardini’s lifetime. Along with its permanent collections, the museum hosts temporary exhibitions throughout the museum.

The juxtaposing of Glenn Brown’s work throughout the permanent works of the museum help to draw visitors to stop and look longer, while also creating an interesting atmosphere among the Renaissance works. A majority of the artworks play upon one another within the space. In particular, a strong display can be found in the Sala delle Cornici. The combination of Brown’s work held inside what are usually empty frames from Bardini’s collection breathes new life into the space. Reflecting a more traditional picture gallery style room found in places like the Pitti Palace, some of these works seem to be made especially for the frames in which they are held, while still being contemporary.

Though most of the integration of Brown’s work throughout the gallery is well done, some displays may hinder a visitors’ ability to appreciate them fully. For instance, in the Sala delle Madonne, a room that has a wall full of different sculptures of the Madonna, yet a portrait of a man titled Poor Art is displayed next to them. Though this portrait is hung at a comfortable eye level, the subject matter seems to clash comparatively to another work hanging in the same gallery.  A painting of a female figure is displayed opposite of the wall of Poor Art, leading up the stairs into the next room. The placement of this work is awkward. Seen from the ground it is almost too far away to appreciate it; ascending the stairs, one must stop to gather a closer view of this work, which is still at a head craning angle.

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Traduzione di Tania Mio Bertolo (Università degli Studi di Firenze)

Dal 10 giugno al 23 ottobre il Museo Stefano Bardini ospita le opere di Glenn Brown, e lo fa distribuendo i lavori dell’artista britannico all’interno del proprio percorso espositivo permanente. Benchè a prima vista potrebbe apparire forzato e contraddittorio l’accostamento delle opere contemporanee con quelle antiche della collezione museale, tuttavia l’allestimento dei lavori di Glenn Brown è ben pensato e non risulta invadente. Opere d’arte contemporanee quali dipinti, disegni e sculture sono rintracciabili nel percorso espositivo permanente del museo, amalgamate all’interno della collezione di antichità raccolta in passato da Stefano Bardini.

Conosciuto a livello internazionale come antiquario attivo sul finire del XIX secolo, Bardini ha lasciato alla città di Firenze sia la sua casa-museo che la sua collezione di opere d’arte di epoca rinascimentale che, ancor oggi, è in massima parte custodita nel museo secondo la disposizione scelta dallo stesso antiquario. Negli stessi spazi espositivi che accolgono la collezione permanente il museo ospita di frequente mostre temporanee.

La giustapposizione delle opere d’arte contemporanee di Glenn Brown all’interno della collezione permanente del museo guida il visitatore nel percorso suggerendogli dove soffermarsi; al contempo crea una nuova ed interessante atmosfera attorno alle opere rinascimentali poichè la maggior parte dei lavori artistici dialogano l’uno con l’altro condividendo gli stessi spazi. Una scelta allestitiva particolarmente forte e d’impatto è quella pensata per la Sala delle Cornici, dove il posizionamento dei disegni di Glenn Brown all’interno degli spazi tradizionalmente vuoti delimitati dalle cornici collezionate da Bardini infonde aria nuova e fresca all’interno della sala: alcuni di tali disegni sembrano esser stati realizzati apposta per le suddette cornici e per questo allestimento, ottenendo così un effetto espositivo stilisticamente simile a quelli delle pinacoteche più tradizionali, come gli esempi visibili a Palazzo Pitti, nonostante si abbia qui a che fare con opere di età contemporanea.

Benchè nel complesso l’inserimento delle opere di Brown nel percorso permanente sia ben pensato, talune scelte espositive potrebbero forse inficiare il pieno godimento della mostra da parte del visitatore. Per fare un esempio: nella Sala delle Madonne, ambiente che ospita una parete nella quale sono in mostra numerose sculture di iconografia mariana, è esposto un ritratto maschile dal titolo Poor Art, collocato di fianco alle Madonne antiche. Nonostante il ritratto sia posizionato ad un’altezza corretta ed adeguata per il visitatore, il soggetto sembra non dialogare con l’altro lavoro artistico di Brown presente in questa sala: una figura femminile esposta nella parete opposta, presso la scala che conduce verso il successivo ambiente. Si tratta di una scelta espositiva rischiosa, poiché la collocazione dell’opera risulta troppo distante affinchè essa possa essere apprezzata dalla Sala delle Madonne, ma al contempo troppo scomoda per poter esser osservata pausatamente dalla scala.

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