House of Dante

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By Rachyl Grussing (Istituto Lorenzo de’ Medici)

 

The House of Dante does its best to preserve and display the legacy of the father of the Italian language. Owned and operated by the Alighieri family for years after the famous poet’s death, in 1861 the city government decided to purchase and carry out research on the group of houses historically thought to be the House of Dante. Restoration work did not begin on the house until 1911, and the museum was officially opened to the public in June 1994.

Each floor and each room of the House of Dante deals with a different periods and aspects of the writer’s life. However, the writer of the famous Inferno is conspicuously lacking from the panels. There are a handful of panels that address Dante directly, one talking about his career as a doctor, but none address his life. It seems as though the museum deals with the things touching Dante’s life rather than speaking to the actual life of Dante and his experiences. The research that went into the panels is extremely evident, and the background information presented definitely helps one to understand the context of the time in which Alighieri wrote. Upon leaving the museum, one understands more about the time period, but knows little more about Dante than when they entered.

While the museum is called the ‘House of Dante’ it is set up as a classic museum. Panels with text and pictures present the information to the visitor in the didactic one-way style of communication. The text presented to the visitor is detailed and perhaps more in depth than the regular visitor wants. It seems as though the museum has been set up for the visitor who already has a solid base of information about Dante and Dante’s works and wants to know different correlated information.

There is one room of the museum set up as a medieval bedroom, with only a paper sign taped to the doorway explaining the context of the setup. Visitors are only able to look through the doorway, as it is block with a glass panel. The bedroom seems placed there almost by accident; there are no panels about bedrooms in that time period, or perhaps explaining that it may be how Dante had his room designed. There is a room on the third floor that also seems random and slightly out of place. This floor deals with the Inferno itself, and the entire text of the book is on a massive panel on the wall. As you exit the first room and go into the second, there is only a glass case with jewelry, and across a small hallway there are two mannequins dressed in what seems to be medieval clothing. There are no explanatory panels.

Overall the House of Dante could do with some reorganization and rethinking of its display. While there are some interactive elements and didactic materials, the overall impression of the museum is somewhat confusing, and the information presented should be narrowed.

 

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Traduzione di Tania Mio Bertolo (Università degli Studi di Firenze)

 

Il Museo della Casa di Dante fa il suo meglio per preservare e condividere con il pubblico il lascito del padre della lingua italiana. Il gruppo di edifici storicamente indicati come Casa di Dante, che per alcuni anni dopo la morte del sommo poeta rimasero di proprietà della famiglia Alighieri, negli anni Sessanta del XIX secolo furono acquisiti dal comune di Firenze che si occupò di portare avanti le indagini di ricerca; i lavori di ristrutturazione furono avviati soltanto nel 1911, ed il museo fu officialmente aperto al pubblico nel giugno del 1994.

All’interno dell’edificio museale ogni piano ed ogni stanza sono dedicati a periodi e ad aspetti diversi della vita del poeta, ma l’autore del famoso Inferno è palesemente assente nella documentazione informativa. Vi sono infatti una manciata di pannelli esplicativi dedicati chiaramente a lui, ed uno che riferisce circa la sua attività di medico, ma nessuno inerente la sua vita. Benchè il carattere scientifico dei testi dei pannelli didascalici sia tangente, e le informazioni storiche fornite aiutino il visitatore a comprendere il contesto cronologico nel quale Alighieri visse, sembra quasi che il museo preferisca fornire delucidazioni sugli aspetti che hanno toccato il vissuto di Dante piuttosto che su quelli riguardanti la vita effettiva del poeta e le sue esperienze. Al termine del percorso museale il visitatore ha ben chiara l’epoca storica di riferimento, ma ha appreso ben poco circa la vita di Dante.

Il Museo della Casa di Dante, nonostante il nome, è allestito come un vero e proprio museo. Informazioni scritte correlate da immagini offrono al visitatore nozioni secondo il classico metodo didattico della comunicazione unilaterale e frontale. I testi estremamente dettagliati e probabilmente molto più approfonditi di quanto un comune fruitore si aspetterebbe, lasciano pensare che l’allestimento museale e l’apparato informativo siano pensati per un visitatore che abbia già una buona conoscenza della vita e del lavoro di Dante, e che abbia intrapreso la visita per approfondire tematiche correlate.

All’interno del museo si trova una sala allestita come una camera da letto medievale; collocato all’ingresso è un unico foglio didascalico che informa circa la mobilia esposta. Poiché l’ingresso alla sala è bloccato da una barriera di vetro, i visitatori possono soltanto affacciarsi dall’esterno. La camera sembra collocata lì quasi per caso, e non vi è nessuno spunto che possa rendere il visitatore più consapevole circa l’arredo delle camere da letto in epoca medievale. Rimane anche il dubbio se questo particolare allestimento esposto al pubblico fosse stato pensato e vissuto dallo stesso poeta. Anche al terzo piano si trova una sala che sembra casualmente e sbadatamente fuori posto. Questo piano è dedicato all’Inferno, e l’intero testo della prima cantica è riportato su un massiccio pannello murale. Nel passaggio tra la prima e la seconda sala si può osservare soltanto una teca in vetro nella quale sono esposti alcuni gioielli e più avanti, attraversando un piccolo vestibolo, si incontrano due manichini vestiti di abiti medievali: non vi è alcun pannello descrittivo.

In conclusione, il Museo della Casa di Dante avrebbe bisogno di riallestire e ripensare il suo percorso espositivo. Nonostante vi siano alcuni elementi interattivi e del materiale didattico, l’impressione generale a seguito della visita museale è caotica, e le informazioni offerte dovrebbero essere riassunte.

 

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